La nuova Fiera di Milano Rho: architetture preziose

14 agosto 2013 - Milano Contemporanea, News

La mia visita alla Milano contemporanea non poteva che terminare con quello che ne è stato l’emblema, almeno fino a che non si è iniziato a parlare di Expo 2015..: la nuova fiera di Milano Rho.

Inaugurata nel 2005, è ancora oggi il più grande polo fieristico d’Europa. Il perimetro dell’area è di circa 5 km, mentre in pianta misura 2 milioni di mq. Ma, nonostante queste dimensioni faraoniche, in genere non viene tanto ricordata per la grandezza, quanto per il famoso progetto di Massimiliano Fuksas, in particolare per la sua copertura aerea che va a coprire i 1500 m dell’asse centrale.

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Mentre arrivo sul posto, in auto, ne posso già percepire ampi scorci: a distanza appare come un velo vetrato steso sopra i capannoni fieristici. Ma è passeggiandoci sotto, a piedi, che si può apprezzare meglio: é una rete di infissi bianchi, che da qui sembra più una ragnatela, appesa ad alti pilastri in acciaio bianco. E, proprio come una lunga ragnatela, non è piana ma ondulata. Si piega in coni di vetro verso l’interno, a camino di luce, o verso l’esterno, a piramide-segnaletica.
L’ingresso è socchiuso e provo ad inoltrarmi per il percorso articolato in scale e passerelle che taglia a metà l’area. Ma ecco un guardiano che mi raggiunge alle spalle e subito mi ferma: quando la fiera è chiusa è vietato l’ingresso…ed anche scattare fotografie.
A quanto pare quando non ci sono eventi fieristici tutta l’area si trasforma in una cittadella deserta; rimangono solo, come nelle migliori tradizioni medievali, le sentinelle appostate nelle guardiole.

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Ritorno in auto e continuo a percorrere il perimetro della fiera: a poca distanza svettano le torri nere di Dominique Perrault, l’hotel della fiera. Le avevo già adocchiate passando di notte per la vicina tangenziale: due lanterne nel buio, un inequivocabile segno a V. Le torri sono infatti inclinate di 5°: una verso la Fiera, l’altra verso il centro di Milano, formando così, nell’insieme, una grande V nel paesaggio. L’hotel NH (questo il nome della catena che lo gestisce) è un segno per il territorio, un landmark, sia per la sua visibilità che per l’iconicità della sua immagine. Arrivandoci ora, di giorno, lo vedo da lontano luccicare per i riflessi del sole, e allo stesso tempo mi appare enigmatico ed introverso nel suo uniforme rivestimento nero. E’ rivestito in piastrelle di gres porcellanato e vetroceramica nera levigata a specchio, montate a baionetta (senza viti). Una pelle luccicante e continua, che collabora alla forma rigidamente geometrica nel dare un effetto di grande astrazione visiva.
Purtroppo anche l’hotel è chiuso: per ferie, fino al 31 agosto. Giro intorno ai due palazzi e, devo dire, anche gli spazi esterni riservano continue sorprese. A cominciare dal lato Ovest, dove un elemento cilindrico in lamiera dorata raccorda in un’unica scala le passerelle aeree delle vie di fuga. Salirla, la sera, è un’esperienza magica: i raggi del sole filtrano attraverso i fori della lamiera che compone il cilindro colorandosi d’oro mentre sotto i piedi gli scalini, anch’essi in lamiera forata, ma neri, ingigantiscono ad ogni passo la sensazione del vuoto. Dopo aver risalito le scale per alcuni piani mi pare di fluttuare nel cilindro dorato. Esco su una passerella: la sensazione di vuoto è ancora maggiore: non mi pare un’esperienza alla portata di tutti percorrerla ma spero l’emergenza possa scuotere gli animi più deboli! Le pareti inclinate, passerelle che tagliano l’aria in ogni direzione… sembra di essere in una stampa di Piranesi. Sensazione completamente opposta si prova invece dall’altro lato dell’Hotel, quello verso Est. Qui, su un’ampia piazza, si dispiega una serie di tettoie dal gusto minimale, in acciaio nero, composte tra loro in modo rigidamente ortogonale. Una di esse attraversa anche la strada antistante l’albergo e conduce fino all’ingresso della Fiera.

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Termino la visita dell’area raggiungendo la porta Est, dove mi aspetto di trovare il centro direzionale Fiera Milano, edificio inaugurato nel 2010 e firmato dai 5+1AA e Jean Baptiste Pietri. ll palazzo c’è, ma su di esso campeggia, su tutti i lati, la scritta “Wind”. Scopro così che, a causa del canone d’affitto troppo alto, il gruppo Fiera Milano ha preferito lasciare i suoi uffici nella zona centrale di Milano. L’edificio sembra essere rimasto per due anni vuoto finché, nel 2012, vi si sono trasferiti gli uffici del gruppo Wind.
Alto circa 50 m e con una pianta stretta e lunga di 21.000 mq, nelle intenzioni dei progettisti doveva sembrare un grattacielo orizzontale. I pannelli frangisole color grigio fumè che movimentano la facciata sud sono disposti in modo tale da dare un effetto degrandante dal pieno al vuoto, creando così, in effetti, un dinamismo orizzontale. L’altra facciata, la nord, è totalmente ricoperta di pannelli color oro. Forse un riferimento all’hotel NH, dove il giallo dorato viene usato anche per l’ingresso ed il corpo di collegamento tra le due torri. Qui però l’oro ha un effetto molto meno magico: torna ad essere uno dei tanti colori possibili.

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