Il Padiglione dell’architettura delle Dolomiti: fenomenologia di un attraversamento.

31 luglio 2012 - News

Venerdì 20 luglio è stato inaugurato in piazza a Belluno il Padiglione dell’architettura delle Dolomiti, progettato dal team Dolomiti Architetture, collettivo di 5 giovani architetti bellunesi.

E’  un oggetto che incuriosisce, attrae e quindi interroga la gente. A Belluno, nel mezzo dei giardini di Piazza Martiri. Una specie di costruzione temporanea, struttura in legno lamellare e pannelli di tamponamento in legno colorato. Rosso.

Si nota per caso tra gli alberi. Quindi si scopre che si può entrare. Una scultura visitabile…allora dev’essere architettura. Mah. Si entra per lo spazio stretto e basso della pensilina. Ti risucchia dentro. E’ un ingresso, bravi. Dentro due spazi si aprono ai lati: la conformazione tipica, in scala, di un rustico pedemontano.

Da un lato una panca, a U, in alto termina a camino: convivialità palpabile, concretizza il “riunirsi intorno”, è il larìn. Dall’altro lato delle panche: diverse inclinazioni, tutto in legno, spazio di riposo, con la schiena al caldo: la stua.

Elementi tipici della nostra tradizione, reinterpretati, rivissuti oggi. Non è una rivisitazione formale dell’antico: non è formalismo, razionalista o postmoderno che sia. Sono le sensazioni a venir riproposte, l’emozione che siamo stati abituati a provare, per tradizione, e che non si vorrebbe dimenticare. Saperla tradurre in termini contemporanei, cioè saperla “dire” con le parole che si usano in questi anni, è la grande sfida per rendere questa emozione sempre attuale e presente. Bravi Dolomiti Architetture.

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