Il restauro della chiesa di S. Stefano: ora una mostra

15 aprile 2013 - Interni e design, News, Progetti e realizzazioni

Domenica 14 aprile è stata inaugurata, all’interno della Chiesa di S. Stefano in Belluno, la mostra dei lavori di restauro che hanno interessato, fino ad agosto dell’anno scorso, la chiesa stessa.

Il restauro della Chiesa di S. Stefano è stato per noi un lavoro particolarmente delicato, poiché la chiesa è tra i più begli esempi storici di architettura religiosa in Belluno.

 La costruzione della chiesa di S.Stefano era stata deliberata già nel 1463, su progetto in stile gotico italiano di “Giorgio Tagliapietra da Como scalpellino abilissimo”. Verso la fine del XV secolo terminarono i lavori in muratura e la chiesa venne così consacrata nel 1497.

Il periodo storico tra il 1700 ed il 1800 fu un momento di grande decadenza per tutte le chiese bellunesi, ed anche la chiesa di S. Stefano rischiò la rovina ed il passaggio al demanio durante l’epoca napoleonica. Furono allora i bellunesi stessi a mobilitarsi e, grazie alle loro suppliche al Viceré Eugenio Napoleone, la chiesa venne nel 1812 ridonata al culto. Altri danni vennero arrecati dal terremoto del 1873. Seguirono negli anni degli interventi puntuali di restauro che apportarono varie sovrapposizioni di elementi architettonici e stilistici al progetto originario. Nel 1926 la Sopraintendenza decise di procedere ad un restauro generale, in cui vennero effettuate quelle scelte progettuali che donarono alla chiesa l’aspetto odierno. Tra gli interventi che risalgono a quella data figurano infatti il rifacimento del manto di copertura con tegole color lavagna, le nuove vetrate, la finitura a faccia a vista di facciata, abside e campanile e la sostituzione del fregio sommitale barocco della facciata a Sud con quello in stile gotico oggi visibile.

 Dopo tale data vennero effettuati altri interventi e riparazioni ma nessun altro restauro generale della chiesa. In particolare il tetto è stato scoperto in grave stato di degrado: il 90% delle tegole era fessurato o rotto e le infiltrazioni d’acqua ne avrebbero presto pregiudicato la struttura.

 Il rifacimento del manto di copertura è stato quindi il primo degli interventi affrontati, proprio per la sua urgenza. Si è intervenuto andando a posare un nuovo tavolato sopra all’orditura esistente per poter ben distendere su di esso il tessuto impermeabile e traspirante che garantirà una perfetta impermeabilizzazione. Sopra di esso, su di un’ulteriore orditura lignea, si sono poi ridisposte le tegole nuove, il più possibile simili alle precedenti, con i migliori requisiti però di resistenza ed eco-compatibilità.

 Sono stati poi restaurati anche i rosoni in facciata e le due scalinate (quella laterale e quella sul retro della chiesa). Tutti questi elementi edilizi presentavano gravi segni di dissesto e degrado. L’intervento effettuato è consistito nella pulitura, trattamento e consolidamento delle varie parti; per le porzioni più ammalorate si è scelto di procedere anche attraverso la tecnica “scuci-cuci” (smontaggio e rimontaggio delle parti).

Sui pannelli esposti sono state riprodotte le più significative delle tavole grafiche consegnate alla Sopraintendenza. Lungo il percorso espositivo, che segue una delle navate laterali, troviamo illustrati i rilievi grafici della chiesa e dei corpi edilizi adiacenti, l’analisi storica e tipologica degli elementi costruttivi presi in esame, il rilievo del degrado preesistente e la descrizione delle tecniche di restauro impiegate.

Anche i non addetti ai lavori possono lasciarsi affascinare dalle ricostruzioni grafiche (anche tridimensionali) della chiesa e dalle immagini che mettono a confronto lo stato attuale delle parti restaurate con quello precedente.

 Lasciarsi incuriosire sarà, in questo modo, un’ottima occasione per conoscere meglio e quindi amare uno dei gioielli architettonici della nostra città.

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